territorio
laghibellina
.
image
.
laghibellina
.

La storia

Il territorio di Gavi, costituito dalla valle del fiume Lemme e dai colli e monti circostanti, risulta abitato sin da tempi antichissimi. Una prima documentazione storica risale alla Tavola di bronzo della val Polcevera del 117 a.C., in cui si accenna all’insediamento dei Cavaturini - così chiamati probabilmente perché abitavano in grotte o cave - nella zona del Lemor, l’attuale Lemme. Si ritiene che anche il nome “Gavi” abbia tale origine, derivando da Cavatum per elisione della consonante “t”.
Dopo la caduta dell’Impero romano Gavi entrò a far parte del dominio dei Franchi.  Inoltre è attestata la presenza dei Saraceni intorno al X secolo. Ne sono prova il ritrovamento di armi arabe e alcune sedimentazioni nella toponomastica: la parte est del monte su cui sorge il Forte di Gavi, che risale all’anno Mille, è denominata ad esempio Monte Moro.
All’inizio del secondo millennio Gavi apparteneva alla famiglia degli Obertenghi, da cui discesero i marchesi che dal XII secolo assunsero il titolo “di Gavi”. Primo marchese di Gavi fu Guido, seguito a partire dal 1116 dal figlio Alberto che governò per sei decenni, conducendo Gavi, collocata in posizione strategica tra il comune di Tortona, il Marchesato Aleramico e Genova, ad un marcato sviluppo economico e politico. Con l’importanza acquisita arrivò per Gavi anche un periodo di instabilità, che cessò solo durante il dominio dell'imperatore Federico I Hohenstaufen, detto “il Barbarossa”, legato da parentela ed amicizia ai marchesi di Gavi. Alla morte del Barbarossa (1190) iniziò per il marchesato un declino irreversibile sfociato nel passaggio di tutto il territorio ai Genovesi con atto ufficiale del 16 settembre 1202.
Da allora le vicende di Gavi risultano strettamente collegate a quelle della Repubblica di Genova, la quale esercitò il proprio dominio sul territorio salvo che dal 1348 al 1358, periodo in cui la zona fu controllata dai Visconti, e dal 1418 al 1528, quando dominarono dapprima nuovamente i Visconti, e poi i Fregoso e i Guasco di Alessandria.
Sotto i Genovesi il territorio di Gavi, e soprattutto il suo Forte, furono teatro di numerosi scontri e battaglie: contro i Franco-Piemontesi, che nel 1625 posero un assedio durato ben 17 giorni; contro gli Austriaci, che verso la metà del '700 occuparono per un breve periodo la fortezza; durante il periodo napoleonico, quando si affrontarono nella zona le truppe francesi e austriache.
Il dominio genovese su Gavi cessò definitivamente solo nel 1814, allorché la repubblica di Genova fu soppressa ed il suo territorio fu trasferito sotto il dominio del Re di Sardegna Vittorio Emanuele I in virtù degli accordi tra Francia, Austria e Inghilterra al Congresso di Vienna. Con tale passaggio venne anche meno l’importanza geopolitica e strategica della zona di Gavi e del suo Forte, il quale venne smilitarizzato definitivamente nel 1854.



.
image

I luoghi

L’area del Gaviese è particolarmente ricca di luoghi di interesse storico e paesaggistico. Si va dai centri storici di abitati come Gavi, Novi Ligure, San Cristoforo, Capriata d’Orba, Tassarolo, Voltaggio, tutti ricchi di testimonianze artistiche e architettoniche di grande valore che risalgono al medioevo, agli splendidi colli delle campagne circostanti, che alternano ancora con raro equilibrio i vigneti ai seminativi e ai boschi. Notevole anche il vicino Parco Regionale Capanne di Marcarolo, dove si possono trovare foreste e fiumi incontaminati e ammirare dall’alto scenari irripetibili.

La gastronomia

La gastronomia locale è senza dubbio di grandissimo rilievo. In primo luogo occorre menzionare i famosissimi ravioli di Gavi, che la leggenda vuole preparati per la prima volta dalla famiglia Raviolo nel XIII secolo. Vengono serviti non solo col sugo di carne o “al tocco”, ma anche nel vino o “a culo nudo” (ovvero al naturale per esaltarne il sapore). Particolarmente importanti sono poi altre specialità come il risotto al Gavi, la focaccia “stirata” (così detta perché prima della cottura viene allungata mediante una trazione), e la “testa in cassetta”, salume caratteristico di alcune zone d’Italia che a Gavi viene preparata secondo una ricetta particolare che ne esalta la delicatezza, rendendola un abbinamento ideale col vino Cortese.
Completano poi il quadro dolci tipici come i celeberrimi amaretti di Gavi, i baci di dama e i canestrelli.